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Irlanda: Tempi Duri Anche Per Clerys PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Pericoli   
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La recessione ha colpito anche il magazzino Clery & Co: perdite per 1,9 milioni di euro negli ultimi 12 mesi contro i 308.000 euro dell'anno precedente; le vendite lorde del gruppo inoltre sono cadute del 26% (-18 milioni di euro), attestandosi a 51,3 milioni.


La famiglia Guiney ha acquisito Clerys nel 1941. Allied Irish Banks invece possiede una quota del 18%.

Le prestazioni da parte del rifornitore, che gestisce un negozio su O'Connell Street (Dublino), sono crollate.

La società possiede anche Guineys in Talbot Street, i punti vendita Clerys a Blanchardstown e Leopardstown a Dublino, e Naas, Co. Kildare.

Conti depositati da poco presso il 'Companies Office' hanno dimostrato che il fatturato netto, che esclude l' IVA e le vendite dai concessionari, è arrivato a 21,4 milioni di euro (diminuzione del 30%); gli altri proventi di gestione sono scesi a 4,7 milioni (-20%).

L' amministratore delegato dell' azienda, Timmins, ha dichiarato che è troppo presto per prevedere quale sarà il trading nel corrente anno finanziario, tanto più che il periodo natalizio rappresenta una parte significativa delle vendite annuali.

Ha aggiunto però di essere "molto più fiducioso" per questo anno di quanto lo fosse nel 2009. Ad ogni modo non è previsto un aumento delle vendite almeno fino a fine 2010 o a inizio 2011.


Licenziamenti.

L'anno scorso Clerys ha cercato di introdurre una serie di cambiamenti nel tentativo di tagliare i costi: riduzione dell'orario di lavoro e introduzione della settimana di quattro giorni al fine di evitare licenziamenti obbligatori.

La società ha anche eliminato i bonus.

Il signor Timmins ha detto che ci saranno un "sacco di novità" all' interno del gruppo.

"La maggior preoccupazione è comunque sia il mantenimento dei posti di lavoro", ha aggiunto.


Il totale delle retribuzioni pagate ai lavoratori l'anno scorso è sceso 6,8 milioni di euro, registrando una diminuzione del 14%.

I costi d' esercizio hanno subito un calo del 16%, fermandosi a 2,6 milioni di euro.

Alcune note dell' amministrazione mostrano che la spesa dei consumatori è stata colpita da aumenti significativi dell' imposizione fiscale e dalla disoccupazione.

Sempre secondo la direzione, "tutte le filiali sono state negativamente influenzate dal rallentamento della domanda di prodotti per la casa con il crollo del mercato immobiliare".




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Ultimo aggiornamento ( domenica 04 luglio 2010 )
 
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