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Irlanda: Tempi Durissimi Per le Banche PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Boscardin   

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Secondo il sovrintendente della Banca Centrale venti istituti di credito dell’Isola di Smeraldo stanno avendo dei “seri problemi di solvibilità”, cui si vanno a sommare altre problematiche legate al settore bancario nel suo complesso.

Jonathan McMahon, assistente del direttore alla Sovrintendenza per le istituzioni finanziarie, ha dichiarato in Parlamento che l’organismo che si occupa del controllo dell’economia è a un passo dall’imporre delle tasse ai vari istituti di credito, il che alimenterebbe il già tanto sviluppato circolo vizioso dei prestiti.

Non possiamo sederci qui e dire che non ci sono problemi nel settore delle banche” ha dichiarato McMahon.

Matthew Elderfield, ovvero il regolatore finanziario irlandese, ha dichiarato che ad oggi ci sono venti istituti di credito che hanno seri problemi di arretrati e che vengono monitorati costantemente per valutare l’impatto che questi possano avere sui loro livelli di solvibilità.

Il regolatore ha aggiunto, però, che non dispone degli elementi necessari per determinare tutte le difficoltà cui le 414 banche statali devono far fronte.

Sono attualmente presenti 28 persone che si occupano di monitorare 414 banche: si può ben capire come non siano presenti le risorse necessarie per poter avere un’analisi dettagliata delle aree che possano creare problemi” ha aggiunto.

James O’Brien, segretario della Irish League of Credit Unions, ha dichiarato che alcuni istituti di credito “potrebbero non riuscire a sopravvivere poiché non hanno la possibilità di appoggiarsi a banche decisamente più solide.

L’unica opzione attualmente realizzabile sarebbe la liquidazione degli istituti di credito con grossi problemi di solvibilità.

La fusione di alcune banche avrebbe potuto essere una soluzione dettata dalla tragicità del contesto, ma le decisioni avventate “devono essere messe da parte” per preservare la salute e la stabilità del settore.

O’Brien spera di riuscire a portare il personale che si occupa di monitorare le banche irlandesi a 40 unità nel giro di un anno.

La tensione nel mondo finanziario sta aumentando “abbastanza preoccupante, e vi è stato un “aumento considerevole” negli arretrati dei prestiti.

Le rate del 13,5% delle banche (ovvero una banca su otto) non sono state versate per 10 settimane o più: un dato abbastanza drammatico, se si pensa che due anni fa la percentuale era del 6%.

O’ Brien ha espresso la sua preoccupazione circa l’aumento significativo dei prestiti chiesti dalle banche per dare più tempo per pagare ai loro clienti.

Egli ha aggiunto che da un’analisi dei registri dei prestiti effettuati dalle banche è emerso che nell’85/90% dei casi non sono state chieste abbastanza garanzie per tutelarsi in caso di non pagamento.

Una proposta proveniente dall’articolo 35 del nuovo Decreto della Banca Centrale dovrebbe forzare gli istituti di credito a mettere da parte più fondi (fino al 20% dell’ammontare del prestito) al fine di coprire le possibili perdite.

O’Brien ha difeso questa misura definendola “attenta e prudente”, mentre molti istituti di credito sono totalmente contrari a tale provvedimento.

Egli ha aggiunto di essere sorpreso dalla reazione dell’Irish League of Credit Unions, l’organo che rappresenta 404 istituti irlandesi e che inizialmente ha invece supportato il Decreto della Banca Centrale.

O’ Brien ha poi concluso dicendo che l’articolo 35 di questo nuovo decreto non doveva essere una “misura draconiana”, ma piuttosto la “giusta risposta” per  aiutare gli istituti di credito a riemergere dopo “un periodo così complicato”, che dura ormai da 18 mesi.





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Ultimo aggiornamento ( martedì 01 giugno 2010 )
 
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