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Irlanda, blocco immigrazione dall'est |
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Scritto da Paolo Lovascio
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 Marco Lombardi, responsabile dell'ufficio stampa dell'Ambasciata italiana di Dublino DUBLNO - L'Irlanda alza il primo muro contro l'immigrazione dall'est europa: nel mirino Bulgaria e Romania. Si tratta della prima misura drastica dopo il boom economico della Tigre Celtica. Un gesto che fa presagire un prossimo rallentamento dell'economia irlandese o altro? Gli italiani corrono lo stesso pericolo? Martedi ventidue ottobre, il governo irlandese segue la stessa strada del governo britanico e svedese. «Chiudiamo le frontiere». I cittadini immigrati rumeni e bulgari non potranno lavorare senza permesso di lavoro per i prossimi sette anni. Facendo cosi' l'Irlanda in un colpo solo suscita l'ira dei governi dei due paesi, prossimi all'entrata, gennaio 2007, nella sempre piu' grande famiglia della comunita' europea. Senza contare quella dei vertici del'unione stessa.
Romania e Bulgaria sono protagonisti di grandi cambiamenti in capo politico ed economico. Con queste misure vedono svanire tanti sogni. Primo tra i quali l'opportunita' di poter usufruire dei vantaggi lavorativi dei propri cittadini. Questa decisione bipartisan del Parlamento irlandese viene giustificata dal fatto che il paese non potrebbe fare fronte ad una nuova massicia immigrazione dai paesi dell'est come e' capitato con i polacchi, circa 160000 e i lituani 30000. Dopo questa decisione del governo irlandese i lavoratori rumeni e bulgari potranno si girare liberamente nel paese, ma non potranno usufruire dell'aiuto del social welfare irlandese. Michael Martin Ministro del Lavoro irlandese si difende e contrattacca, il quale afferma che la decisione del governo e' giustificata dall'eccessivo numero di lavoratori stranieri nel paese e che "altri nazioni hanno impiegato trenta, quarant'anni per rendersi conto. Il primo ministro rumeno Tariceanu e' profondamente deluso. Dichiara che il suo governo «ha fatto tutto quello che era possibile per impedire questa misura». L'ambasciata bulgara a Dublino, secondo l'Irish Times , afferma che il suo governo «considerera' la possibilita' di introdurre reciproche misure ».
Il pericolo per gli italiani non esiste Secondo fonti consolari italiane il pericolo per gli italiani non esiste. «L’Italia e’ un membro storico dell’Unione Europea. Per gli italiani non sussistono problemi» spiega Marco Lombardi, responsabile dell'ufficio stampa dell'Ambasciata e console italiano in Irlanda. L'Irlanda aveva aperto le frontiere all'est nel 2004 senza una regolamentazione ben precisa. Oggi davanti a problematiche prevalentemente sociali il governo irlandese deve agire contingentando il flusso migratorio. |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 30 ottobre 2006 )
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