 Dublino, reparti cinofili della Garda La Repubblica d’Irlanda è tradizionalmente un paese considerato fra i più sicuri del mondo occidentale. E in effetti, rispetto a nazioni ad alto tasso di criminalità come gli Stati Uniti (e in misura minore, l’Italia), l’Irlanda rimane a tutt’oggi un luogo dove i cittadini vivono e si muovono senza troppe paure e con una certa tranquillità. Tuttavia, negli ultimi anni si è registrato un drastico aumento nelle attività criminose denunciate dal pubblico, a partire dai piccoli furti legati alla microcriminalità fino alle grandi operazioni illegali controllati dalla malavita organizzata.
Il recente boom economico in un certo senso ha colto la popolazione impreparata: se alcuni, anzi tanti irlandesi si sono arricchiti velocemente e a dismisura, tanti altri sono rimasti indietro, non sono riusciti a prendere parte all’incredibile processo di crescita. Ne risulta che l’Irlanda è uno dei paesi industrializzati con la maggiore differenza di reddito (e stile di vita) fra ceto alto –professionisti, manager, imprenditori- e ceto basso, composto dalla cosiddetta “working class” e naturalmente dai disoccupati e dagli homeless. Potrebbe essere proprio questa situazione di insicurezza economica ad innescare comportamenti devianti e creare di conseguenza sacche di criminalità finora sconosciute nella Repubblica. Secondo le statistiche più recenti, solo nell’arco di tempo fra il 2005 e il 2006 gli omicidi sono cresciuti del 75%, e le forze di polizia concordano nel ritenere che tale incremento sia dovuto alla recrudescenza delle lotte tra bande rivali per il controllo su vari “feudi” della criminalità. Anche l’abuso di droga, in particolare di cocaina, è aumentato negli ultimi anni. L’Irlanda, fino a poco tempo fa relativamente lontana dalle rotte degli stupefacenti illegali, ora pare essere diventata un punto di snodo importante per la droga destinata al Regno Unito. Droga e crimine sono tristemente legati anche in un altro modo: una ricerca del Royal College of Surgeon di Dublino ha dimostrato che circa il 39% degli omicidi tra il 2001 e il 2005 sono da ricondurre al traffico o al consumo di sostanze stupefacenti. Le aree di Dublino più pericolose, secondo la ricerca sopraccitata, risultano essere D15 e D24, dove è hanno avuto luogo il 20% degli omicidi. Inoltre sono in crescita, anche se fortunatamente con percentuali meno preoccupanti, i furti in appartamento (2%), le rapine (3%), e i vari “furtarelli” (3%) di borse e portafogli, facilitati dall’enorme massa di persone che affolla le strade e i locali della città. Unica nota positiva, le aggressioni alle donne con lo scopo di violenza sessuale sono diminuite di parecchio: -13% in due anni. A parte quest’ultimo dato incoraggiante, le statistiche dimostrano che una delle prossime sfide che l’Irlanda dovrà affrontare sarà proprio quella della crescente criminalità. In una società così complessa, sempre più multietnica, sempre più ricca ma per contro anche sempre più disagiata, le scelte politiche e di ordine pubblico dovranno essere prese con coscienza e lungimiranza. C’è da scommettere, quindi, che l’argomento criminalità sarà un’importante ago della bilancia in vista delle vicine elezioni generali. |