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Irlanda:Hibernia Romana? PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Nanula   
immagine degli antichi romani
Quello dei romani che invadono l’isola di smeraldo rimane uno degli enigmi della storia dell’Impero Romano ancora oggi irrisolto.
Sull’argomento si sono scritti libri, avanzate ipotesi più o meno possibili ed addirittura immaginate cospirazioni politiche che, come vedremo, non sono del tutto opera di paranoie da film Hollywoodiani.
Certo attualmente l’enigma rimane irrisolto per carenza di prove ma sulla base di quelle esistenti si può provare a disegnare il quadro di quanto possa essere accaduto.

Si sa che i romani la chiamavano Hibernia (o Ivernia) e già nel 100 d.C.,grazie a Tolomeo (Considerato uno dei padri della geografia), potevano disporre di  una descrizione geografica dell’isola e delle varie tribù che la abitavano. Dai suoi scritti si evince che i nomi delle tribù gaeliche registrate erano identiche a nomi di tribù galliche e britanniche (es. i Domnainn correlati dai Dumnoni britannici e i Menapi, una tribù della Gallia Belgica).
Non si sa che tipo di rapporti avevano i Romani con le tribù gaeliche ma il ‘De vita et moribus Iulii Agricolae’ di Tacito offre prove tangibili dell’esistenza di rapporti commerciali e diplomatici con l’isola.
Egli afferma infatti che suo suocero Agricola, allora governatore della Britannia (78 - 84 d.C.),
entrò in contatto con Tuathal, un principe irlandese in esilio, accogliendolo nella propria provincia romana e utilizzando questo pretesto per pianificare un’invasione dell’isola. Stando alle prove pervenuteci gli fornì gli armamenti necessari ad ottenere una rapida e facile vittoria sul campo di battaglia che, a quanto pare, non ha mai avuto luogo.
Tuttavia curiosa ed intrigante appare una leggenda irlandese che parla di un capo clan, Tuathal, che dopo aver passato un pò  di tempo in Britannia era tornato in Irlanda a capo di un esercito che gli aveva permesso di prendere possesso delle Midlands irlandesi.
Sebbene si tratti solo di una leggenda, Giovenale afferma nei suoi scritti che: "Le armi romane sono state portate oltre le spiagge di Hibernia".
La storia-leggenda è sostenuta dal materiale romano del I/II sec. d.C che è stato rinvenuto nei pressi di Tara, il complesso rituale delle Midlands e Clogher, un hillfort del Nord che, collega Tuathal alla sua probabile conquista ma che non dimostra tuttavia né una invasione romana né una spedizione perlustrativa visto l’esiguo numero di reperti rinvenuti.Ad ogni modo l’unica vera testimonianza esistente è in parte sepolta nel sito archeologico di Drumanagh, nei pressi di Malahide (circa 15 km a nord di Dublino).
Il ritrovamento di oggetti romani avvenuto anni fa ha risvegliato l’interesse per la questione che ha sonnecchiato tranquillamente per decadi.
Questo ha dato via ad una serie di discussioni sulle principali testate giornalistiche irlandesi ed inglesi. Infatti il Sunday Times del 26 gennaio 1996 titolava:
"Fort discovery proves Romans invaded Ireland." e ancora: "Discovery of coastal fort proves that Romans invaded Ireland." richiamando la figura del principe irlandese sopraccitato.
Giorni dopo, la stampa (questa volta l’Irish Times) sembra tornare sui propri passi riformulando le ipotesi con un articolo che titolava:“Roman invaders were more likely native Irish traders”.
La stampa inglese, dal suo canto, in un editoriale del Times di Londra suggeriva che gli irlandesi non dovrebbero vergognarsi di aver fatto parte dell’Impero Romano aggiungendo provocatoriamente di essere stati fratelli-rivali dei British.
La discussione da il la al tentativo quasi isterico da parte di alcuni esponenti della frangia nazional-tradizionalista dell'archeologia irlandese che fortemente sostiene le teorie non-invasionistiche.
A conferma, il divieto posto dalle autorità irlandesi nel 1977 di effettuare scavi nel sito archeologico di Drumanagh.
Il provvedimento è stato rafforzato nel 1994 da un decreto che rendeva il sito patrimonio nazionale, escludendo quindi anche le ultime remote possibilita di potervi eseguire scavi o sondaggi.
A questo si aggiungono problemi di carattere legale tra il governo Irlandese e il legittimo proprietario del sito archeologico che ha determinato non pochi problemi per le parti ma soprattutto per tutti gli appassionati di storia, visto che al momento tutti i reperti recuperati si trovano nei magazzini del museo di Dublino non accessibili al pubblico.
Magari tra una decina d’anni i problemi legali (e non) saranno risolti e il mistero di Hibernia sarà svelato. Fino ad allora il beneficio del dubbio ci potrà far immaginare una Hibernia Romana, con le sue legioni schierate a difesa, o magari orde di guerrieri Celti che con coraggio, onore e ferocia difendono fino alla morte la propria terra e la propria identità.





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Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 luglio 2007 )
 
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