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Irlandiani Racconta: un Week End Nel Far West Seconda Parte |
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Scritto da Daniele Pericoli
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Ne vediamo il profilo per la prima volta dalle scogliere di Moher. Le isole Aran, luogo quasi sacro per i veri amanti d'Irlanda. Decidiamo che non possiamo tornare a Dublino senza prima averle visitate.
In mattinata compriamo i biglietti, direzione Ros a' Mhìl, piccolo porto a ovest di Galway. Impieghiamo più di un'ora per coprire i 23 km del tragitto: le strade infatti sono strettissime e offrono un paesaggio veramente d'altri tempi, piccolo antipasto di ciò che vedremo poi.
Dopo 40 minuti di traghetto arriviamo nel porticciolo di Cill Rónáin, il paese con più abitanti (270!) di Inis Mòr, la più grande delle tre isole. E subito ci accorgiamo che probabilmente tutte le storie e i clichè che circolano sulle isole Aran hanno un loro fondamento.
Il tempo non sembra essersi fermato. Sembra addirittura tornato indietro.
Decidiamo di non affidarci ai tour organizzati con i pulmini, puntando invece sulla bicicletta, un mezzo decisamente più adatto alle caratteristiche del luogo. Ci dirigiamo verso nord, percorrendo la strada che costeggia il mare. E scopriamo l'essenza delle isole Aran.
Le mucche che riposano sornione sembrano neanche fare caso a noi, abituate probabilmente al via vai di turisti; i famosi muretti a secco che dividono i vari pezzi di terra sono testimoni di una concezione molto particolare della proprietà privata; i celeberrimi Irish Cottages (case in muratura con i tetti di paglia) ci ricordano che è qui che si respira la vera Irlanda.
Dopo 8 km di bici e uno di camminata arriviamo finalmente a Dún Aonghasa, un forte celtico risalente all'età del ferro, sulla costa ovest di Inis Mòr. Il paesaggio è di quelli che toglie il fiato: il forte, una struttura semicircolare di pietra, si affaccia direttamente su una scogliera alta più di 100 metri. Il vento che soffia imperterrito ci consiglia di non avvicinarci però troppo al bordo del precipizio...
Facciamo le foto di rito e rinforchiamo le biciclette. Riattraversiamo campi, spiagge di sabbia, persino un campo di calcio gaelico in miniatura ricavato tra le case.
Incontriamo uomini e donne del posto, non proprio contenti delle centinaia di visitatori che ogni giorno sbarcano sull'isola: ai loro occhi rappresentano infatti una continua "minaccia" alle tradizioni e alla lingua Gaelica, già molto meno parlata soprattutto tra i giovani a causa della diffusione della televisione in lingua inglese.
Nel tardo pomeriggio arriviamo finalmente a Cill Rónáin, pronti ad imbarcarci nuovamente per Galway.
I polpacci fanno male. Ma lo spirito è rinfrancato dal fatto di aver assaporato, anche se per un pomeriggio soltanto, l'Irlanda più genuina.Per chi fosse interessato a visitare queste splendide isole, consigliamo la consultazione dei seguenti link: - http://www.visitaranislands.com/ - http://www.aranislands.ie/ - http://en.wikipedia.org/wiki/Aran_Islands
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Ultimo aggiornamento ( domenica 23 maggio 2010 )
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