|
Italia ed Irlanda uniti dal 17 Marzo: 500mila italiani volano a Dublino ogni anno |
|
|
|
|
Scritto da Giovanna Cason
|
 Italia ed Irlanda uniti dal 17 Marzo: 500mila italiani volano a Dublino ogni anno Cosa hanno in comune Italia ed Irlanda? Sicuramente una data: il 17 marzo. Oggi Irlandesi e Italiani sono in festa. IRLANDA. Il 17 Marzo di ogni anno in Irlanda si celebra il St. Patrick's Day, in onore appunto di San Patrizio patrono dell'isola e la popolazione festeggia questa festa nazionale con canti, maschere, parate e processioni. Non si hanno per la verità molte informazioni su San Patrizio. Nacque in Scozia (a Kilpatrick) nel 387; figlio di una nobile famiglia (il padre era originario di una importante famiglia romana) fu rapito e venduto come schiavo ad un pastore irlandese. Dopo anni di faticoso lavoro, imparò il Gaelico e riuscì a recarsi dapprima in Gran Bretagna, poi in Francia dove iniziò a studiare ed anche in Italia. Al suo ritorno in Irlanda nel 432, divenuto vescovo, iniziò a convertire la popolazione dal paganesimo al cristianesimo, così come volle Papa Celestino; sembra che presso la rocca di Cashel anche Re Angus si convertì al cristianesimo. La sua morte avvenne il 17 Marzo del 461. La sua opera fu così grandiosa che molte chiese furono innalzate e divenne ben presto un eroe nazionale, oltre che patrono. ITALIA. Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861". Tra il 1859 e il 1860 non ci fu un vero scontro tra l'elemento liberale e le vecchie classi dirigenti ma una rassegnata accettazione della nuova realtà da parte di queste ultime. Solo nel regno meridionale si manifestò una qualche resistenza, dopo la perdita della Sicilia e l'ingresso di Garibaldi a Napoli (7 settembre), senza colpo ferire, con la battaglia del Volturno e la difesa di alcune fortezze. Il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche (insieme ad un centro nord con tradizioni comunali e signorili, c'era un mezzogiorno con tradizioni monarchiche fortemente accentrate a Napoli) ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese, uno Stato - come scrisse all'indomani della conclusione della seconda guerra mondiale un illustre storico svizzero, Werner Kaegi - che cinque secoli prima dell'unità aveva "una effettiva coscienza nazionale" anche se priva di forma politica. Nel rapidissimo riconoscimento del regno da parte della Gran Bretagna e della Svizzera il 30 marzo 1861, ad appena due settimane dalla sua proclamazione, seguito da quello degli Stati Uniti d'America il 13 aprile 1861, al di là delle simpatie per il governo liberale di Torino, ci fu anche un disegno, anche se ancora incerto, sul vantaggio che avrebbe tratto il continente europeo dalla presenza del nuovo regno.
500MILA ITALIANI SI RECANO IN IRLANDA OGNI ANNO Sono oltre ottomila gli italiani registrati presso l'Ambasciata d'Italia in Irlanda. Ufficiosamente in tutta l'isola Verde si presume siano almeno quattordicimila. In Irlanda c'è un flusso di cinquecentomila italiani all'anno. Quali sono le ragioni principali per cui gli italiani si recano nell'isola di San Patrizio? Tra i primi posti c'è il turismo poi il lavoro, scuola con i Corsi di Inglese (sempre secondo l'autorità consolare italiana a Dublino). Un numero interessante. Sono molti gli irlandesi che si recano nel Bel Paese. Il turismo irlandese in italia affonda le proprie ragioni nella religione. Turismo legato al pellegrinaggio. Gli irlandesi prediligono Roma, il Vaticano, Sorrento, la Toscana, la costa Amalfitana e la Sicilia.
Lavoro in Irlanda Molti italiani non trovano lavoro in Irlanda perchè il livello della lingua inglese è scarso. Il curriculum non è scritto correttamente. Il rischio è bruciarsi e non essere nemmeno chiamati per un colloquio. Per questo irlandiani incoraggia gli italiani a frequentare i corsi di lingua. Come? Basta compilare il modulo online sul sito www.irlandianischool.com .
|
|
Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 marzo 2011 )
|