 Cork City di notte (foto). E’ sabato sera, qui a Cork; sono le 22:00, le strade principali della città iniziano a popolarsi. Gruppi di ragazzi, nascosti nei loro cappotti pesanti, si fermano per decidere la meta giusta per la serata; sono italiani, che dall’aspetto infreddolito, inspirano gli ultimi tiri dalla sigaretta e si apprestano verso il locale prescelto, sorvegliati dai bodyguard che, piazzati all’ingresso, controllano la situazione. Francesca, Enrico, Manuel e Antonio, qui a Cork da sei mesi, iniziano così la loro serata allo Scotts, uno dei più famosi su Oliver Plunkett Street, dove da sempre si organizza involontariamente la movida del sabato sera e si fa lo spola tra un locale ed un altro. I nostri accompagnatori sono finalmente entrati e, con l’aria di chi sa già come muoversi, si dirigono verso le scale, nascoste dai numerosi tavoli del pianterreno, dove i più grandi sono soliti fermarsi per una birra; il secondo piano è il regno del divertimento per tantissimi giovani che si scatenano in pista, in una sala buia, illuminata solo dalle luci del bar. L’atmosfera che si respira è gioviale, divertente e molto piacevole; il dj fa da padrone con i suoi dischi, alternando pezzi super datati a quelli più recenti fino alle 2:00 di notte, quando le luci si riaccendono e ragazzi mezzi ubriachi e ancora intontiti vengono spediti verso l’uscita in tutta fretta. Si, perché qui a Cork tutti i locali, pub e disco-pub chiudono rigorosamente alle 2:00, senza alcuna eccezione. Quindi prima che la serata finisca conviene spostarsi per andare alla ricerca di un altro luogo di ritrovo dei giovani irlandesi e non solo. La scelta non è difficile, soprattutto qui su Oliver Plunkett; si alternano, infatti, un varietà di locali, tutti in stile old country, le cui pareti di sabato sera sembrano allargarsi per il numero elevato di ragazzi che vogliono entrare e per l’alto volume della musica dal vivo, che viene strimpellata dalla band locale. In giro incontriamo altri ragazzi italiani che camminano, a passo veloce, verso il Bodhràn, famoso per i suoi interni in legno e in pietra che gli conferiscono un aspetto old style, in linea con il genere di musica che si suona durante tutta la settimana. Davanti all’An Bròg, qualche numero più avanti vicino all’OldOak, è in fila un gruppo di giovani romani che ha optato per questo famoso bar, dove si può ascoltare musica alternativa in compagnia di ragazzi provenienti da tutto il mondo e dove si può assaporare una gustosa birra irlandese, come la Beamish o la più famosa Guinnes. Importante e famoso è anche il kiubins, nightclub, soprattutto per le feste latino americane che organizza puntualmente il martedì, popolate in particolare da italiani e spagnoli che accorrono per ascoltare brani degli anni ‘80. La serata sta per terminare così si decide di cambiare zona e di arrivare su Washington Street, dove anche qui, le strade sono piene di ragazzi pronti per tuffarsi nella musica del Reardens (www.reardens.com), uno dei pub più grandi e più movimentati della città, che da sempre rappresenta il punto di ritrovo di tantissimi ragazzi italiani. Sono le 2:00 di notte, la musica si interrompe, la calca che prima affollava la pista all’improvviso sparisce; gli ultimi stanno terminando la loro pinta, ma la maggior parte degli intrepidi ballerini è già pronta per uscire ed abbandonare, così, l’ultima conquista della serata. Improvvisamente tutte le strade di Cork si risvegliano al vociare concitato ed allegro dei reduci del sabato sera, che di tornare a casa proprio non ne hanno voglia e tra North Main Street, S. Patrick Street e Oliver Plunkett si forma una lunga fila di corpi che continua a vagare senza meta fino a tardi. E’ in questo fragoroso via vai di gente che capita di incontrare e conoscere tanti italiani, che ancora non si sono abituati al freddo gelido della notte irlandese e che, come vuole la tradizione italiana, preferiscono di gran lunga organizzare una bella cena in casa con gli amici e sorseggiare in tutta tranquillità del buon vino made in Italy, che fa assaporare le terre del nostro “vecchio scarpone”.
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