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LIPPI, GLI AZZURRI E LA MAGRA FIGURA PDF Stampa E-mail
Scritto da Concetto la Malfa   

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Lippi e gli azzurri
Pretoria  22 giugno 2009.

Trentanove anni fa in Messico assistemmo all’annientamento degli Azzurri da parte del Brasile di Pelè nella finale della Coppa del Mondo 1970.
La storia si è ripetuta oggi, a Pretoria in Sud Africa, nell’ultimo incontro (per l’appunto contro il Brasile) del turno eliminatorio della Confederation Cup. Un turno strano  quello disputato dalla nostra Italia, che ha battutto gli USA per 3-1, perso con l’Egitto per 1-0 (Egitto che ha poi perso contro gli USA) e che e' stata oggi “sbattuta” dal Brasile per 3-0. Risultato: vanno in semifinale Brasile e USA, mentre gli Azzurri tornano a casa.
È veramente una pena vedere giocare quest’Italia che ripetutamente dimostra
di non avere anima, di non avere più neanche una buona difesa, quella difesa che ci ha sempre contraddistinti. Cannavaro non è più quello dei Mondiali 2006 e ad affiancarlo sono giocatori che non riescono ad imporsi come dovrebbero lasciando strafare gli avversari, concedendo loro spazi assurdi. Poi non esiste centrocampo, quella specie di crogiuolo che fa nascere le azioni da gol, ammesso, naturalmente, che i nostri attaccanti giochino come dovrebbero. L’attacco italiano è, a dir poco, confusionario, e i nostri si passano la palla in area senza uno schema prestabilito. È vero che abbiamo un Pirlo, infaticabile distributore di palle, ma i nostri attaccanti non corrono (vedi quel salame di Toni) e, se perdono la palla, raramente vanno a recuperarla. A questo riguardo sarebbe utile paragonare le nostre tattiche di attacco con quelle, per non andare troppo lontano, del Brasile. Quando da centrocampo scatta la molla d’attacco nel Brasile, vediamo una schiera di tre o quattro giocatori avanzare a grande velocità in formazione orizzontale verso la porta avversaria. I nostri invece si muovono in verticale, ma lo fanno con tale lentezza che anche i difensori di una squadra di salesiani gli soffierebbero facilmente la palla. Se poi cercano di triangolare, ancora una volta con lentezza, uno del trio, è scontato, perde il pallone.
Per concludere, diciamo anche che sul piano atletico siamo oltremodo deficienti. Gli Azzurri di quest’annata non posseggono qualità atletiche tali da permettergli di intercettare e trattenere la palla a volo e, pertanto, di controllarla.
Se fossi Lippi li addestrerei ad agganciare il pallone su passaggi al volo, come si deve, a trattenerlo e a smistarlo con la dovuta precisione; li allenerei facendogli disputare i cento metri piani perché devono capire che il calcio mondiale di oggi è veloce, e gli farei fare tanti di quei tiri in porta a distanza fino alla nausea, per insegnarli a fare gol e ad aggiustare il tiro che solo pochi dei nostri hanno.
Gli Azzurri verranno a Dublino il 10 ottobre prossimo per disputare un incontro di qualificazione valevole per i Mondiali 2010. Non credo che l'Irlanda di Trapattoni abbia nulla  da temere contro un’Italia di questo calibro.





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