 Santa Sede Sempre più in bilico i rapporti diplomatici tra l’Irlanda e la chiesa dopo la decisione del governo irlandese di chiudere, tra le altre, la sua ambasciata a Roma presso la Santa Sede.Ufficialmente la chiusura è legata a «motivi economici», ha dichiarato ieri il ministero degli esteri irlandese con un comunicato, sottolineando come il governo sia stato costretto a fare dei tagli nei servizi pubblici per ''rispondere agli obiettivi del programma dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale di mantenere le spese pubbliche a un livello accettabile.” La scelta, quindi, sembra non riguardare le relazioni tra la Santa Sede e la Repubblica d’Irlanda, relazioni che però non sembrano attraversare un buon momento a causa dello scandalo degli abusi sessuali ad opera degli ecclesiastici irlandesi. Nonostante il portavoce del vaticano, padre Federico Lombardi, abbia pacificamente risposto che “la Santa Sede prende atto della decisione dell’Irlanda, perché ogni Stato che ha relazioni diplomatiche con il Vaticano è libero di decidere”, un grande punto interrogativo resta però aperto. Basti solo pensare che il 25 luglio scorso la Santa Sede aveva richiamato presso i proprio uffici il nunzio apostolico a Dublino per “consultazioni”. D'altra parte, non tutta la nazione è d'accordo con la decisione del governo di chiudere l'ambasciata. Profondo disappunto» è stato espresso, ad esempio, dal cardinale Sean Brady, arcivescovo di Armagh e Primate d'Irlanda il quale ha dichiarato che «molti altri condividono questa delusione».«Questa decisione sembra mostrare poca considerazione per l'importante ruolo svolto dalla Santa Sede nelle relazioni internazionali e dei legami storici tra il popolo irlandese e la Santa Sede nel corso di molti secoli», ha aggiunto. Il cardinale ha infine concluso appellandosi al governo stesso: «Spero che, nonostante questo passo deplorevole, la stretta e reciprocamente vantaggiosa collaborazione tra l'Irlanda e la Santa Sede nel mondo della diplomazia possa continuare» e che il governo di Dublino nomini al più preso «un nuovo ambasciatore residente presso la Santa Sede»,
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