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Eutanasia e l’ipocrisia cattolica |
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Scritto da Paolo Lovascio
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Il coraggioso video messaggio di Piergiorgio Welby, co presidente dell’associazione Luca Coscioni ha commosso tutti gli italiani ed ha riaperto il dibattito sull’uso dell’Eutanasia per i malati terminali piu gravi gia’ legale in paesi civili come Olanda , Svizzera e Belgio. E’ stato allo stesso tempo un messaggio commovente, ma molto lucido quello di Piergiorgio che lotta da piu’ di 40 anni contro questa terribile malattia col nome di distrofia muscolare progressiva. Una malattia terribile che porta ad un degrado progressivo del corpo portando, come da lui dichiarato, da essere claudicante ad essere paraplegico, da paraplegico e tetraplegico fino ad arrivare alla insufficienza respiratoria e la tracheotomia. Adesso Piergiorgio ha raggiunto l’ultima fase di una malattia crudele che risparmia solo il cuore e il cervello, ed e’ costretto a respirare tramite un ventilatore polmonare, nutrirsi tramite un alimentatore artificiale ed a parlare tramite un computer. La richiesta del coraggioso presidente della Luca Coscioni era quella semplice, ma non ancora realizzabile perche’ non legale,di poter morire dolcemente con l’ausilio dell’eutanasia mettendo fine all’accanimento terapeutico ed era indirizzata al presidente della repubblica Giorgio Napolitano che non si e’ nascosto dietro parole di circostanza. La massima carica dello stato ha infatti prontamente invitato i politici a ridiscutere un tema serio come quello dell’eutanasia, dando il pieno sostegno alla battaglia e ricordando che l’unico atteggiamento non giustificabile sarebbe quello del silenzio e dell’indifferenza. E la risposta dei politici? A parte qualche intervento favorevole di Bertinotti e di esponenti radicali come Pannella e Capezzone si sono verificati diversi interventi contrari ed imbarazzanti come quelli dell’ ex presidente del senato Pera («Sono contrario all'eutanasia: credo che le priorità siano altre».), dell’attuale presidente Marini ("Per quanto mi riguarda la parola eutanasia non c'è, non ha spazio, io credo, nel dibattito politico del nostro paese".) o dell’ex ministro Alemanno (“l'invito di Napolitano e’ stato irricevibile e istituzionalmente sbagliato”). Molti di questi esponenti politici si sono valsi della solita ipocrisia di parte del mondo cattolico secondo la quale solo Dio puo’ decidere se sottrarre la vita agli uomini ignorando in maniera colpevole le sofferenze e le umiliazioni che subisce un uomo ridotto alle estreme condizioni di vita e senza alcuna possibilita’ di miglioramento, e che volontariamente e coscientemente chiede un ultimo gesto di pieta’. Ognuno e’ libero di pensarla come vuole pero’ non e’ corretto liquidare un argomento di questa importanza con freddezza, senza neanche dare una risposta concreta a chi soffre, senza pensare a qualche situazione diversa dalle altre, piu’ grave delle altre, avendo la pretesa sempre e comunque di decidere della vita di altri. Qualcuno di questi illustri personaggi dovrebbe spiegarlo il motivo a Piergiorgio e alla sua famiglia che combattono con incredibile coraggio contro questa malattia terribile da decenni. Come lui stesso ha spiegato nel video messaggio a Napolitano lui non vuole morire perche’ disprezza la vita, ma al contrario perche’ la ama e la conosce a tal punto da sapere che continuarla in questo modo non e’ dignitoso. Noi irlandiani auguriamo a Piergiorgio che il suo desiderio si avveri e che trovi nell’aldila’ quella serenita’ che si merita e che tutti noi ci auspichiamo. Per arricchirci con le vostre opinioni potete scriverci su
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 05 ottobre 2006 )
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