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La Regina Elisabetta a Dublino, scatta il Piano Sicurezza |
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Scritto da Francesca Pasquini
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 Polizziotti irlandesi in servizio per le vie di Dublino A Dublino è massima allerta per l'arrivo della Regina Elisabetta d'Inghilterra, il primo membro della famiglia reale a far visita all'Irlanda da quando quest'ultima ha dichiarato la propria indipendenza nel 1922. L'evento ha un valore storico e culturale incredibile se si considera il duro passato di oppressione e colonizzazione che l'Irlanda ha subito da parte della vicina Inghilterra, e comporta numerosi rischi e preoccupazioni. Dopo la scoperta di un complotto da parte di contestatori repubblicani che avrebbero tentato di organizzare un attentato, il livello di protezione e sicurezza è aumentato vertiginosamente. Per le strade di Dublino si respira un'aria di tensione e massimo controllo. La così detta Garda, il corpo di polizia irlandese, presidia la città da molti giorni ed invade le strade del centro, effettuando accertamenti di ogni genere. Alcuni appartamenti sono stati controllati e così pure tutti i tombini della città, che sono infatti contrassegnati da segnali gialli. Circa cinquanta strade sono state chiuse al traffico e molti servizi saranno sospesi per facilitare il lavoro della polizia. Il Governo Irlandese ha inoltre concesso agli agenti della Metropolitan Police di portare con sé le armi per tutta la durata della visita, decisione che conferma l'ampia portata dell'evento. Le numerose misure di sicurezza previste per la giornata di domani, 17 maggio, sono il sintomo di un passato ancora molto vicino, che il popolo irlandese fa fatica a dimenticare. Non si tratta infatti di una semplice rancore ideologico da parte di schieramenti politici, ma di un vero e proprio movimento dissidente e di opposizione che coinvolge anche, e soprattutto, i più giovani. Eppure la visita della regina mira a tutt'altro e rappresenta un momento fondamentale per la distensione di questa opposizione e per il miglioramento dei rapporti tra Irlanda e Gran Bretagna, ed è un primo passo avanti verso un processo di riconciliazione che deve essere effettuato, soprattutto per l'unione e la solidità della neonata Comunità Europea.
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