 L'Irlandiano Enzo Farinella insieme a Raffaele Lombardo Governatore della Regione Sicilia durante una visita a Dublino Il 2010 è stato l'Anno Internazionale della Cultura, voluto dall'UNESCO, e la Regione Siciliana, tramite il suo Governatore, Raffaele Lombardo, ha voluto segnare questo importante appuntamento culturale con la realizzazione di un cofanetto di CD sull’isola, che tanti corregionali e altri, ammiratori della nostra bella Trinacria, hanno apprezzato e gustato nelle varie parti del mondo dove svolgono la loro attività, che onora anche la Sicilia. Le immagini, filmate dalla Rai, sono quanto mai belle e interessanti e ripercorrono le coste siciliane e le più importanti località della più grande isola italiana. Esse sottolineano anche momenti di storia e importanti ipotesi sui primi abitanti dell’Irlanda, risalenti all’età dela pietra. Per esempio i filmati di Lampedusa illuminano in molti modi questa teoria, che ricordiamo brevemente. Si dice che i Partholons - più tardi divenuti "i figli di Bartolo", che vivevano in isolotti adiacenti alla Sicilia, come Favignana, Lampedusa, Ustica, Pantelleria, Levanzo... e il cui Santo Protettore in età cristiana fu San Bartolo -, si sono istallati in Irlanda circa 5.000 anni fa. Una pestilenza ne ha cancellato poi la memoria. Essi erano marinai, parenti di Noè, e sarebbero giunti in quest'isola per lavorare la terra ed erigere opere pubbliche, in particolare “passage graves” o tombe introdotte da un corridoio, ai tempi della Nuova Età della Pietra.
In una poesia di Robin Williamson si parla di Partholon, fratello di Noè,
“i cui figli
veleggiando con fatica come gabbiani
si sono levati misteriosamente dalla Sicilia".
A favore di tale ipotesi, esistono a Pantelleria prove archeologiche, presentate dalle immagini, filmate dalla RAI, molto simili ai famosi monumenti neolitici irlandesi. risalenti a 5.000 o 4.500 anni fà, che si possono ancora ammirare in buono stato di conservazione. Si tratta di monumenti importanti ed unici nel loro stile architettonico. All’interno, introdotte da un corridoio, ci sono le celle, dove venivano messi a giacere i defunti. La tecnica delle costruzioni è la stessa dei "dammusi", con massi sovrapposti uno sull’altro e senza l’impiego di calce. In tutto simili, quindi, ai tumuli di Dowth, Nowth e Newgrange. Tale stile architettonico non solo esiste ancora in tombe neolitiche, ma è stato conservato fino ai nostri giorni nelle abitazioni per i vivi, denominate, i "dammusi" ossia le abitazioni di Pantelleria. Questi ultimi, anche se riferiti prevalentemente al sistema di vita vigente in Sicilia nell’era punica e in quella araba, mostrano la loro dipendenza architettonica dalle vecchie tombe e oggi sono tanto ricercati dai VIP di questo mondo. Quindi, la nostra ipotesi che i "Parholonians", i primi abitanti dell’Irlanda, potessero provenire dalle isole adiacenti la Sicilia, non è proprio lontana dalla realtà, essendo suffragata da simili importanti testimonianze archeologiche. Siamo convinti che la conoscenza, il dialogo e l’incontro delle varie culture, basati sulla comprensione e il rispetto reciproci, sono assolutamente necessari per l’Europa dei cittadini in un mondo più globalizzato. Lo scambio e il dialogo tra civiltà, culture e popoli, basato sulla comprensione e rispetto reciproci e sull’uguale dignità tra tutte le culture, è il prerequisitro essenziale per costruire la coesione sociale, la riconciliazione fra tutte le genti e la pace tra le nazioni. E’ stato sintomatico, quindi, incontrarsi per discutere di una migliore conoscenza e un più approfondito dialogo tra la cultura della nostra Bella Isola con le diverse nazioni che ci ospitano. Per esempio, in Ungheria, le immagini suggestive della Sicilia, riprodotte dalla RAI, hanno suggerito queste riflessioni, in una conferenza tenuta dal Prof. Enzo Farinella: “Sicilia ed Ungheria, anche se lontane nello spazio, hanno varie affinità. Al Re Matthias Corvinus, grande ammiratore della cultura italiana e mecenate delle arti – anche Leonardo fu sotto il suo patrocinio – a questo re, che rese famosa Buda dal 1458 al 1485, la Sicilia o il Regno delle due Sicilie ha offerto una sposa Beatrice d’Aragona, figlia del Re delle due Sicilie. Vari umanisti italiani, che attorniavano il Re Mattias, ebbero a dire: Firenze è la più bella città in pianura, Venezia sul mare, ma Buda è la più bella sulle colline, resa tale da un re, che aveva al suo fianco la bella Beatrice d’Aragona, il cui nome è stato dato anche a una cittadina siciliana. Della Sicilia tali umanisti forse avrebbero detto che è una delle isole più affascinanti e più leggendarie che esistano, come la terra di Omero e Ulisse...di Archimede ed Empedocle, di Verga e Capuana, di Pirandello e Quasimodo, di Vittorini e Sciascia e di tanti altri uomini e donne illustri”. “Negli anni della Guerra Fredda Luigi Bernabò Bua, archeologo di Siracusa, è stato il primo e unico italiano a tenere una conferenza al dipartimento d’italiano dell’università di Szeged. E finalmente sono convinto che siciliani e ungheresi hanno tanto in comune, avendo sofferto molto lungo la storia”. E sulla Sicilia di oggi, il relatore Enzo Farinella che ha parlato anche a Vienna e in varie università americane ed europee, ha dichiarato: “Abbiamo problemi, ma lo Stato sta vincendo. La Mafia ha subito molte perdite e molti dei suoi capi sono stati imprigionati. Sfortunatamente, disoccupazione e mala gestione della “cosa” pubblica, oscurano il volto più bello della Sicilia, che è cultura, bellezza, mare, monti... e coraggio per un domani migliore e più radioso, caratteristiche di una Sicilia che non si arrende al retaggio del passato e si propone come forza viva per il futuro”. Per questo è vero che nell’Europa dei popoli e in un mondo più globalizzato la conoscenza, l’incontro e il dialogo delle varie culture sono di cruciale importanza e i CD della RAI sulla Sicilia lo dimostrano.
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