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La Tigre Celtica oggi: come č cambiata l’economia irlandese |
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Scritto da Eleonora Modesti
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 La Tigre Celtica oggi L’Irlanda a partire dalla fine degli anni ’90 è stata protagonista di una forte rinascita industriale, grazie ai fondi per gli investimenti provenienti dall’Unione Europea che sono stati alla base dello sviluppo delle aziende dell’informatica e delle comunicazioni. Si è arrestata l’ondata di emigrazione, si sono stati creati nuovi posti di lavoro, nel settore IT, nei servizi e nell’industria ad alta tecnologia. Ma attualmente si può continuare ad essere ottimisti verso un paese che, a seguito della crisi economica del 2008, diversi economisti hanno inserito tra i paesi particolarmente a rischio di insolvenza nell’area Euro, e che hanno un elevato debito pubblico? Il debito pubblico rappresenta il debito che uno stato ha nei confronti di vari soggetti, come le banche, individui o imprese che, tramite la sottoscrizione di obbligazioni, aiutano a coprire il fabbisogno finanziario statale. L’Irlanda presenta un debito molto consistente nei confronti delle banche: quelle stesse banche che hanno prestato ai propri “clienti” somme consistenti per l’acquisto di immobili (la “bolla” immobiliare esplosa nel 2008) e hanno facilitato l’emissione di carte di credito. L’aiuto di circa 85 miliari di euro proveniente dai paesi dell’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale dovrebbe servire a risollevare il sistema bancario irlandese. Si salda quindi il debito che il governo irlandese ha con i propri cittadini e lo stesso si “riclassifica” in debito che l’Irlanda ha verso gli altri paesi. Alcuni hanno sostenuto che salvare l’Irlanda significa salvare le sue banche, che mettono in atto un delicato gioco di prestigio. Ma mi sembra semplicistico condannare gli istituti finanziari, se non si contestualizza la crisi all’interno della politica e della cultura irlandese. Proprio nel mese di luglio L'agenzia internazionale di rating Moody's ha tagliato di un gradino il rating dell'Irlanda a «junk», spazzatura. «Le prospettive restano negative», si legge in una nota dell'agenzia di rating. Moody's ritiene che «c'è una crescente possibilita» che l'Irlanda abbia bisogno di nuovi aiuti finanziari prima di poter tornare sul mercato privato quando l'attuale programma di aiuti dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) terminerà. Sembra quindi che le prospettive negative riflettano i significativi rischi nell'attuazione del piano di riduzione del deficit e il cambio dei toni in Europa sulle condizioni sotto le quali aiuti ai Paesi in difficoltà saranno resi disponibili. Si può dunque ancora parlare di tigre celtica o tutto ciò appartiene al passato ormai? La presenza di molte e importanti multinazionali disposte ad assumere fa comunque ancora ben sperare ma di certo il vento di innovazione e opportunità non soffia più con la stessa intensità di un tempo.
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