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La nuova finanziaria irlandese: il "Budget 2010" |
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Scritto da Francesca Pedone
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 Brian Cowen, Presidente Irlandese Il 2010 è alle porte e l'Irlanda si prepara ad affrontare la finanziaria più rigida della sua storia, il "Budget 2010". Per mantenere competitivo il mercato delle obbligazioni, il Presidente del Consiglio Brian Cowen ha dichiarato che sarà necessario ridurre di 4 miliardi di euro il deficit pubblico. Nel mirino c'è soprattutto la pubblica amministrazione, le cui retribuzioni subiranno un taglio di 1,3 miliardi di euro; dopo scioperi e proteste da parte dei dipendenti pubblici, sindacati e Governo sono arrivati ad un compromesso, il quale prevede di non retribuire 12 giorni lavorativi, ovvero effettuare un congedo momentaneo per i lavoratori del settore. Questa è la prima fase dell'accordo: la seconda riguarda un programma globale di trasformazione del servizio pubblico a partire dal 2011.
Secondo l'Irish Independent, uno dei maggiori quotidiani irlandesi, anche la previdenza sociale è destinata a subìre un taglio da Mr Cowen, il quale vuole ridurre del 10% i fondi per l'infanzia. In questo quadro nero c'è però una buona notizia: saranno ridotte anche le imposte sull'alcool, con una riduzione del 10% sul prezzo di una pinta. Di seguito i punti principali del "Budget 2010": -Tagli salariali del settore pubblico dal 5 al 10%; -Taglio dell'indennità per chi cerca lavoro al di sotto dei 24 anni; -Benefici per i bambini ridotti di 16 euro al mese; -Tagli delle accise sull'alcool; -Tassa sul carbone equivalenti a 15 euro per ogni tonnellata. E' indubbio che il quadro generale dell'economia irlandese sia indebolito rispetto agli ultimi anni: il PIL subirà una contrazione fino al 2011 e le principali cause possono attribuirsi da un lato al calo degli investimenti di capitale, dall'altro alla spesa in consumi dovuta all'inflazione, alla disoccupazione crescente ed al forte calo dei prezzi delle case. La crisi celtica non ruggisce più, ma i politici irlandesi promettono di risollevare il paese con le prossime riforme per poter tornare ad essere economicamente competitivi con il resto dell'Europa.
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