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Una nuova indagine mostra che meno della metà della popolazione irlandese aspira a svolgere un lavoro autonomo. Detta indagine, realizzata dall’Unione Europea, ha rivelato come solo il 49% della popolazione aspiri a lavorare in proprio, rispetto al 63% di 10 anni fa. Il sondaggio è stato condotto anche in altri paesi dell’Unione Europea come Croazia, Turchia, Islanda, Norvegia, Svizzera e negli Stati Uniti, Cina, Giappone e Sud Corea. I dati hanno rivelato inoltre che da quando la recessione ha preso piede il numero di persone desiderose di lavorare in proprio è significativamente diminuito, perdendo 7 punti solo nell’ultimo anno. Nonostante questo calo, il tasso irlandese, pari al 49%, è superiore alla media europea, che si assesta intorno al 45%. L’Irlanda rimane però decisamente indietro rispetto alla Cina, dove è ben il 71% della popolazione ad aspirare al lavoro autonomo, e rispetto agli Stati Uniti, il cui tasso si assesta intorno al 55%. Ad ogni modo, l’attitudine all’imprenditoria rimane molto positiva in Irlanda, uno dei sei paesi che consente agli imprenditori, come gruppo professionale, di raggiungere ruoli di prestigio. Più di un terzo (31%) degli intervistati sostiene di poter diventare il capo sul proprio posto di lavoro nei prossimi 5 anni, ma possedere una “buona idea” rappresenta ancora la principale barriera per mettersi in proprio. Il 78% degli intervistati irlandesi che crede che possedere l’idea giusta sia la chiave per avviare un business di successo, una percentuale decisamente più elevata rispetto a quella statunitense, che si assesta intorno al 59%. Solo il 34% degli intervistati portoghesi sostiene che “avere l’idea giusta” sia l’aspetto più importante per diventare un imprenditore di successo. Ad ogni modo, la popolazione irlandese incontra ancora significative barriere nell’avviare la propria attività. Più di un quarto degli intervistati sostengono infatti di non poter avviare un nuovo business a causa della recessione e della “mancanza di capitale iniziale”, fattori che impediscono loro di mettersi in proprio. Infine, più di un quarto dei rispondenti teme la bancarotta, mentre il 24% teme di perdere lo stipendio fisso nel caso decidesse di avviare una propria attività.
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