Gli italiani, si sa, vanno dappertutto. Specialmente a Dublino. A Temple Bar la sera si sente parlare più italiano che inglese. In estate poi ci sono tantissimi gruppi di giovani studenti, famiglie in gita, squadre di ragazzi alla scoperta dell’Irlanda con lo zaino sulla spalla. Con il boom economico della “tigre celtica” qualche anno fa in molti avevano scelto Dublino come meta lavorativa. E quindi molti italiani vivono o hanno vissuto un periodo della loro vita nella capitale celtica.Chi più soddisfatto e chi meno, ognuno ricorda particolari sorprendenti del soggiorno in Irlanda. Ma cosa non ci si aspetterebbe mai proprio da Dublino? Ecco una breve guida, nata da un piccolo sondaggio tra Irlandesi adottivi, delle dieci cose che un italiano non si aspetterebbe mai. Non c’è un ordine particolare ma solo un insieme di osservazioni che hanno destato curiosità. Nessuno rispetta i semafori Ovviamente tutti sanno che in Irlanda, così come in Inghilterra, il senso di circolazione delle auto è al contrario rispetto al nostro. Il popolo celtico è così gentile da aver scritto per terra ad ogni incrocio la direzione in cui guardare prima di attraversare. Non tutti però si aspetterebbero che qua nessuno rispetti i semafori. I pedoni sono abituati alla velocità con cui il semaforo da verde diventa giallo e tutti si tuffano in strada controllando a mala pena che non passino macchine. In più qui gli automobilisti non suonano mai il clacson e i ciclisti sono sempre molto di fretta. Conviene prestare attenzione. Non esistono le tabaccherie Se siete tabagisti incalliti avrete tempi duri a Dublino cercando dove comprare le sigarette. Qui le classiche tabaccherie con dolcetti, biglietti della lotteria e sigarette non esistono. In cambio però ci sono le catene di minimarket Centra, Spar ecc. in cui trovare tutte le sigarette immaginabili. Oppure i booking center per scommettere su qualche partita o tentare la fortuna alla lotteria. Ah, le sigarette costano come minimo 8 euro. Se invece cercate qualcosa e non sapete dove trovarla andate nelle Pharmacy, oltre ai medicinali c’è proprio di tutto. La birra costa di più che in Italia C’è il luogo comune secondo cui gli irlandesi bevono birra e whiskey fin dalla tenera età. Ed è esattamente la realtà. Non solo tutti bevono molto, e amano offrire drink a chiunque, ma nessuno diventa fastidioso una volta ubriaco. Ci si potrebbe aspettare che i prezzi della birra siano popolari. E invece no. Una pinta normalmente costa 5,50 euro, più dell’Italia e più dell’Inghilterra. Ciò è molto deludente per gli italiani pronti a passare nottate intere a Temple Bar. C’è però una via di salvezza: la maggior parte dei pub effettua sconti fino ad un certo orario la sera, come le 21. Si potranno bere così pinte a 3,50 euro. Altri pub hanno ogni giorno un’offerta diversa: il martedì birra a 2 euro, il mercoledì a 2,50 e così via fino a salire durante il weekend. In questi casi si paga all’entrata. Ci sono quindi diverse possibilità per superare lo shock da pinta appena arrivati a Dublino. Alcune droghe sono legali Eh si. Non stiamo parlando di Amsterdam e non state sbagliando guida. Anche a Dublino, alcune droghe sono in commercio, ma solo alcune. Negli smart shops della città è possibile comprare popper e alcuni tipi di tabacco e pastiglie speciali. I pub chiudono presto Proprio così. Paradossalmente il pub, che è l’unico tipo di locale presente in Irlanda, chiude molto presto. Il pub svolge funzioni diverse a seconda degli orari. Al pomeriggio è come un bar italiano, trasmette partite o fa suonare qualche band locale. Fino alle 9 diventa bar da aperitivo e poi dopo un certo orario le luci sono sempre più basse e la musica sempre più alta fino a diventare una discoteca. Nessun pub però tiene aperto oltre le 3 di notte. Nella maggior parte non fanno entrare clienti oltre le 2, in modo tale che chi è già seduto possa finire di consumare i propri drink a porte chiuse. Capita così che spesso molte persone prendano più drink a testa entro le 2 e facciano aspettare i poveri camerieri ad oltranza prima di andarsene. Nei bagni inoltre, soprattutto nei pub del centro, non è raro trovare inservienti che ti versino il sapone o ti diano la carta per asciugarti le mani. In cambio non vogliono proprio un bel niente. Mi è capitato spesso di sentire i clienti del pub fermarsi a parlare e fare confidenze con l’inserviente nel bagno. Infine è normale trovare dei veri dubliners anche nei pub turistici come a Temple Bar. A differenza delle grandi città italiane, dove chi è del posto snobba i locali per i turisti o li frequenta solo una clientela più ‘in’, a Dublino il centro città è vissuto anche e soprattutto dai residenti. C’è un’attivissima comunità gay Nonostante non si stia parlando di San Franciso o di Amsterdam, anche la cattolicissima Dublino ha visto sviluppare negli anni una fiorente comunità omosessuale. La zona tra Parliament Street e George Street è famosa per ospitare diversi locali gay che cambiano a seconda della serata. Il più famoso è il George Bar. Nonostante tutte le vicissitudini con la chiesa c’è molta più tolleranza e libertà sessuale rispetto all’Italia. Non c’è tutta la musica celtica che ci si aspettava di trovare Nei pub in generale suonano band pop-rock. Tutte ad alto livello, con gruppi sotto contratto ogni settimana. Di solito però si limitano a fare cover di canzoni famose. La musica celtica, quella vera, è difficile da trovare. Un ottimo espediente sono i festival estivi al di fuori di Dublino. Ma anche nei festival ci sono tante band che suonano tanti tipi di musica. Inoltre, nonostante il gruppo più famoso irlandese siano gli U2, spesso e volentieri se ne parli con un irlandese ti dirà che non gli piacciono. Il deposito dell’affitto Quando ci si appresta a cercare casa a Dublino ci si troverà davanti allo spinoso problema del deposito. Quasi ovunque non esiste la classica caparra di uno o due mesi che poi viene restituita a contratto scaduto. E non esistono neanche tante agenzie immobiliari per la ricerca di camere in appartamenti condivisi. La maggior parte degli studenti con camere disponibili mette annunci online (www.daft.ie soprattutto) e richiede un deposito a chi prenderà il suo posto. Il coinquilino nuovo potrà riavere il deposito soltanto quando se ne andrà dalla casa e avrà trovato un sostituto a sua volta. Quasi nessuno ha davvero i capelli rossi Anche io mi aspettavo di trovare tutti i ragazzi con la barba rossa e lentiggini. In realtà ce ne sono veramente pochissimi. In cambio però spopolano le tinte rosse flash, stile catarifrangente. Forse anche gli irlandesi hanno il complesso di inferiorità rispetto ai propri stereotipi. E’sempre estate (per le ragazze in mini gonna) Voi turisti italiani che arrivate a luglio vestiti come fosse ottobre non vi aspettereste mai di trovare la fauna locale sempre (s)vestita come se ci fossero 30 gradi all’ombra. Nel caso in cui ci fosse un debole raggio di sole la gente impazzirebbe. Ragazzi a dorso nudo che si trattengono dal tuffarsi nel Liffey. Le ragazze poi, escono di sera senza giacca, direttamente in top e mini-dress, nonostante il vento continuo e la pioggia. Inoltre, nessuno usa l’ombrello. Anche se vi state bagnando resistete per sentirvi cool come gli irlandesi. Del resto hanno capito che anche con l’ombrello ci si bagna lo stesso, visto che la pioggia scende sempre con traiettorie orizzontali… L’ultima cosa che non ci si aspetterebbe mai dagli irlandesi Gli Irlandesi sono un popolo ospitale e gentile. Bastano pochi giorni nella loro terra per capirlo. Ma quello che da italiani non ci si aspetterebbe mai è la loro preoccupazione riguardo alla nostra situazione politica. Non è raro infatti che taxisti, o compagni di serate conosciuti al bancone del pub, si domandino come mai ogni italiano che incontrano si lamenta del proprio Paese senza fare niente per cambiare le cose. Qui si tocca un tasto dolente. Perché effettivamente non si sa mai cosa rispondere. Che siano gli italiani solo bravi a lamentarsi del proprio governo all’estero ma quando sono in patria continuano a votarlo?A voi la risposta
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