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L’economia irlandese accelera PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Brian Cowen Ministro delle finanze irlandese
Brian Cowen Ministro delle finanze irlandese
Le previsioni di crescita sono positive anche per il 2007 con una forte domanda interna, una ulteriore crescita del credito ed un aumento del deficit delle partite correnti, mentre il mercato immobiliare subirà solo un lieve ridimensionamento. Per quanto riguarda il sistema finanziario gli indicatori sono positivi ed i maggiori istituti di credito dispongono di accantonamenti sufficienti a fronteggiare eventuali shock del mercato. L’introduzione di nuovi parametri per la valutazione del rischio, soprattutto per i crediti immobiliari, mette in luce che il sistema bancario valuta con attenzione la concessione di credito.

Ciononostante il Fondo richiama l’Autorità di controllo (Irish Financial Services Regulatory Authority) a monitorare la valutazione del rischio eseguita dalle banche, a porre in atto una attenta supervisione dei servizi assicurativi e dei crediti concessi per l’acquisto di immobili commerciali.L’economia irlandese continua ad avere un trend positivo, con un ritmo di crescita elevato, anche se in diminuzione rispetto a quello registrato negli anni ’90, anni in cui il PIL toccò le due cifre, posizionandosi al primo posto fra i Paesi OCSE. Dopo il 2000 la crescita è rallentata, pur rimanendo a livelli più che doppi rispetto alle altre economie dell’area euro, nonostante le avverse vicende del settore informatico che portarono al crollo dei titoli in borsa e alla contrazione mondiale dei consumi dopo il settembre 2001.
La capacità di ripresa riflette che i protagonisti dell'economia irlandese sono ancora saldi e si basano su un ambiente ospitale agli affari, mercato del lavoro flessibile, moderata imposizione fiscale. Nel 2005 il PIL è cresciuto del 5,5%, mentre il PNL è cresciuto del 5,4%. Per l’anno in corso si stima che il PIL crescerà del 5,8% ed il PNL del 6,2%. L’occupazione è in crescita, sostenuta sia dalla partecipazione femminile al mondo del lavoro che dall’immigrazione proveniente in massima parte dai nuovi stati membri dell’UE.

IRLANDA: Forte mercato immobiliare basso tasso di disoccupazione

I l tasso di disoccupazione è basso e può considerarsi a livello fisiologico, mentre l’indice armonizzato dei prezzi al consumo è molto vicino alla media europea.. Un’attenta politica della spesa pubblica ha portato al ridimensionamento del debito pubblico. La flessibilità, la crescita demografica, l’innalzamento dell’età pensionabile e l’adozione
dell’euro sono tutti fattori che hanno contribuito al positivo andamento dell’economia irlandese.
Attualmente gli elementi portanti dello sviluppo economico sono rappresentati dal mercato immobiliare, del quale si prevede però “un soft landing” nei prossimi anni, e dalla forte domanda interna. I consumi interni sono cresciuti del 6,6% nel 2005, e per il 2006 le previsioni sono di ulteriore crescita, sostenuti dalla diminuita pressione fiscale, dall’aumento di alcuni contributi sociali (disoccupazione, aiuti all’infanzia, etc) e dalla scadenza di alcuni fondi di risparmio (SSIA- Special Savings Incentive Scheme) per un valore di circa €15 miliardi.
Un’analisi più puntuale rivela però che questo ciclo di sviluppo non è bilanciato, dipendendo largamente sul settore dell’edilizia abitativa. La capacità competitiva del Paese è invece diminuita per effetto dell’innalzamento dei salari e della diminuzione di produttività.
I prezzi del mercato immobiliare sono in continuo aumento e parallelamente continua a crescere il livello di indebitamento personale che nel 2005 ha raggiunto il 130%, tra i più alti in Europa. I mutui fondiari rappresentano oltre il 50% dell’attività creditizia delle banche. Il dinamico andamento del settore edile, notoriamente ad alta intensità di lavoro, ha contribuito al declino della produttività per lo scarso apporto di tecnologie innovative. I forti aumenti salariali e l’apprezzamento dell’euro sul dollaro hanno contribuito, a partire dal 2001, alla contrazione delle esportazioni e dopo anni di pareggio, si è arrivati nel 2005 ad un saldo negativo delle partite correnti, pari al 2,5% del PIL L’economia irlandese, aperta e globalizzata, basata prevalentemente sui servizi, è soggetta non solo all’andamento dei cicli economici, ma anche ai rischi cui sono soggetti i suoi principali partner.

IRLANDA: CRESCE IL PNL

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, il PNL dovrebbe crescere del 6,2% nel 2006, contro il 5% ipotizzato dalla Banca Centrale. L’avviso che il Fondo lancia alle Autorità è quello di predisporre una finanziaria “prudente”, con un leggero aumento della pressione fiscale e maggiori accantonamenti da utilizzare nel caso in cui il gettito fiscale diminuisse e per far fronte all’invecchiamento della popolazione. Il miglioramento dei servizi pubblici resta l’obiettivo prioritario ed il Governo dovrebbe valutare attentamente i risultati in termini di costi/benefici. Il Paese, per recuperare competitività, dovrà raggiungere un accordo con le parti sociali (social partnership agreement) che preveda un incremento moderato dei salari e flessibilità del mercato del lavoro.





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Ultimo aggiornamento ( sabato 27 gennaio 2007 )
 
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