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Letteratura Irlandese: Parliamo di Ethel Voynich |
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Scritto da Claudia Baiano
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Forse il nome Ethel Voynich non sarà famoso come quello di molti suoi colleghi, ma vale la pena ricordare questa scrittrice irlandese il cui capolavoro, il romanzo “The Gadfly” ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.
Figura internazionale, forse per questo motivo il suo romanzo per eccellenza è assente nella maggior parte delle librerie irlandesi, mentre è immancabile in quelle russe, Paese in cui viene in questi giorni celebrato il cinquantesimo anno dalla sua morte.
Volendola descrivere come un personaggio di Joyce, potremmo parlare di lei come una donna astuta ed indipendente, anche se non è possibile effettuare una comparazione diretta tra le opere dei 2 autori. Se Joyce è considerato l’autore maggiore nella nostra Repubblica, la straordinaria vita di Voynich e le innumerevoli copie vendute (ben 2,5 milioni) fanno di lei uno degli scrittori di maggior spicco in Russia.
Il suo lignaggio ne ha predeterminato il successo. Ethel nasce, infatti, nel 1864 a Ballintemple, Cork, da una famiglia benestante con padre matematico (George Boole, l’inventore della logica boleana che sottintende il funzionamento dei moderni computer) e madre psicologa e matematica (Mary Everest) .
Voynich ha una turbolenta infanzia, sconvolta dalla prematura morte del padre e dalla depressione della madre. Insieme alle sue quattro sorelle si trasferisce in Inghilterra da uno zio, ma ciò non basta a lenire la sua vena malinconica. A soli 15 anni inizia ad indossare solo abiti neri, in lutto per le condizioni del mondo.
A 18 anni studia musica a Berlino e si trasferisce a Londra. È qui che entra a far parte del circolo letterario insieme a Engels, Eleanor Marx, Shaw, Wilde e Yeats, diventa comunista, russofila, traduttrice, musicista. Si sposa nel 1891 con un rivoluzionario polacco Wilfred Voynich e viaggia in Russia e Ucraina per diffondere libri di contrabbando.
È dalla sua vita frenetica che tra le sue ispirazioni per “The Gadfly” , un romanzo ambientato nel 1840 nell’ Italia sotto il dominio austriaco che esalta l’idealismo rivoluzionario, la rivoluzione e martirio.
Il romanzo fa il giro del mondo in breve tempo e viene tradotto in 20 lingue diverse, trasformato in un’opera nel 1928, in un film nel 1955 e in una rappresentazione teatrale da Shaw. Diventa immediatamente un manifesto comunista, decretato come scandaloso. In Cina nel 1950-1960 diventa uno dei libri prediletti della dittatura di Mayo. In Russia la sua fama cattura gli orrori dello Stalinismo e diventa un precursore del sobrio “realismo socialista” del 1930, quando la letteratura è diventata interamente didattica, comparata alle semplici allegorie della rivoluzione.
In Irlanda circola durante la Guerra Civile , libro preferito di Joe McKelvey che addirittura l’ha voluto accanto durante la sua esecuzione l’8 Dicembre 1922.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 08 agosto 2010 )
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