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Manifestazione contro l'aborto nel centro di Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Donato Altobelli   
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La manifestazione del 4 luglio
Sabato 4 luglio le strade di Dublino sono state attraversate da una silenzioso e ordinato corteo, piuttosto insolita agli occhi di un italiano. Insolito tanto per la quiete dei manifestanti, tanto per il tema trattato: una manifestazione contro l’aborto, infatti, nonostante la battaglia solitaria lanciata da Ferrara in occasione delle ultime elezioni politiche, sarebbe ben difficile da immaginare nelle strade di Roma. Il tema resta invece particolarmente attuale nell’agenda politica Irlandese, ed ha avuto recenti risvolti internazionali. l’Irlanda è uno dei quattro paesi in Europa dove l’interruzione della gravidanza è ancora vietata, l’unico di un certo peso politico insieme alla Polonia se si considera le dimensioni degli altri due, Malta e Andorra. E soprattutto è il paese che più degli altri rischia di far saltare il Trattato di Lisbona. Così, benché ad inizio anno il Consiglio d’Europa abbia sollecitato i paesi membri a garantire l’effettività del diritto all’interruzione della gravidanza, lo scorso giugno in seno all’Unione Europea è stato raggiunto un accordo per allegare al Trattato di Lisbona un Protocollo che garantisce all’Irlanda autonomia su questa materia, oltre che sulla politica fiscale e la neutralità militare.
Non sappiamo se il sacrificio di un diritto individuale riuscirà a convincere gli elettori Irlandesi ad accettare la mini-costituzione europea, fatto sta che scorrendo la storia di questo paese, dove l’identità Cattolica è sempre stata l’elemento principale di differenziazione rispetto all’ex colonizzatore inglese, l’argomento in questione ha sempre assunto una rilevanza impensabile rispetto a molti altri paesi. Oltre ad esser stato tirato in ballo dalla campagna euro-scettica dello scorso giugno, nel 2002 un referendum costituzionale, che proponeva di rendere reato penale e punibile con dodici anni di carcere l’aborto anche nel caso in cui una donna fosse a rischio di vita, venne bocciato con un lievissimo scarto. Questo dato mostra come l’aborto sia rigettato dalla maggior parte della popolazione irlandese, tanto per la forte influenza della Chiesa Cattolica sull’opinione pubblica, quanto, e forze soprattutto, perché l’introduzione dell’aborto da parte inglese venne vissuta dalla popolazione come uno strumento di annientamento demografico. Aldilà delle motivazioni tradizionali, la strumentalizzazione politica che ancora oggi viene fatta su questo diritto di liberà mostra come l’Irlanda sia ancora lontana dalla sua affermazione




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Ultimo aggiornamento ( domenica 05 luglio 2009 )
 
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