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Non vorrei essere il Trap |
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Scritto da Concetto La Malfa
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 Tardelli e Trapattoni Il pesante 3-0 subito dagli irlandesi per opera dell’Australia ieri sera a Limerick mi ha ricordato tanto la storia del malato che, sotto cura dello specialista, fa piccoli e lenti miglioramenti e poi, quando tutti si attendono una sua completa guarigione, va in coma. Sarà che le vacanze estive hanno intorpidito i ragazzi in maglia verde, fatto sta, però, che l’incontro ha rivelato gravi lacune. È stato infatti un incontro giocato dai padroni di casa cercando solo di arginare l’irruenza degli australiani nel primo tempo, e sperando nel miracolo nel secondo. E i ben agguerriti australiani sono tornati a casa con un bel bottino: due gol segnati nel primo tempo e un terzo a tempo scaduto al 93°; quest’ultimo prodotto da una staffilata da tre quarti campo che ha perfino strappato un sorriso di amara ironia a Trapattoni. Gli undici schierati in campo da Trap all’inizio partita non ci sono sembrati una squadra, ma un gruppo squinternato e quasi assente per i primi venti minuti. Sporadici tentativi di Robbie Keane al 22° e di McGeady al 30° non sono andati a segno. Nel secondo tempo l’ingresso di Hunt, Folan e Andrews ha dato più incisività all’attacco. Un tiro in porta di quest’ultimo colpisce il palo della porta australiana. Si può sempre dire che, dopo tutto, si è trattato di un’amichevole, ma se voleva essere un incontro che avrebbe dovuto dare indicazioni della preparazione di una squadra che il 5 settembre dovrà affrontare il Cipro in casa in un incontro di qualificazione, ingarbuglia anziché chiarire le idee al Trap che, di certo, avrà non pochi incubi.
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 agosto 2009 )
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