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Parla John Hume Premio Nobel per la pace con l'Irlanda del Nord PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

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John Hume insieme a Nunzio Famoso Preside della Facolotà di Lingue dell'Università di Catania
E Pluribus Unum - Da molte Nazioni a una
UNA SFIDA PER UN MONDO SENZA PIÙ GUERRE E CONFLITTI
CATANIA - Ospiti eccellenti che hanno fatto la storia dell'Irlanda. Nell’ambito del Convegno: Sicilia - Irlanda: Due isole a confronto nell’Unione Europea, dopo la prolusione di Pat Cox dinanzi al corpo accademico e agli studenti dell’Università di Catania, in cui l’ex Presidente del Parlamento Europeo e Presidente in carica del Movimento Europeo Internazionale ha presentato alcune sfide della nuova Unione Europea dei 27 Stati-membri, John Hume, Premio Nobel per la Pace, ha ricevuto un riconoscimento speciale da parte della stessa Università e della Provincia di Catania. Il Prof. Nunzio Famoso, Preside della Facoltà di Lingue, ha motivato la presentazione di una pergamena e di una rara medaglia dell’Università, ricordando “l’opera svolta dall’eminente Parlamentare irlandese a favore della pace nella sua Regione del Nord Irlanda e nel mondo intero”.

 

Un millennio di grandi rivoluzioni
«All’inizio del nuovo secolo e del nuovo millennio stiamo assistendo a una delle più grandi rivoluzioni nella storia del mondo. Con la rivoluzione nei trasporti, nelle telecomunicazioni e nella tecnologia viviamo in un mondo molto più piccolo e la gente del nostro mondo vive più da vicino insieme e con maggiori contatti diretti. Per questo siamo in una posizione molto più forte per plasmare questo mondo e uno dei nostri scopi, quindi, dovrebbe essere quello di prendere i passi necessari per creare un mondo in cui non esistono guerre e conflitti. Per questa ragione dovremmo studiare gli esempi più importanti di soluzione di conflitti, identificarne i principi e creare le circostanze per applicarli in ogni regione di conflitto nel mondo intero».

UNIONE EUROPEA: UNA TAPPA IMPORTANTE
«L’UE è il migliore esempio nella storia del mondo di soluzione di conflitti e, quindi, i mezzi per ottenerli dovrebbero essere studiati accuratamente. Molto spesso racconto la mia prima visita a Strasburgo, quando sono stato eletto nel Parlamento Europeo nel 1979. Sono andato a fare una passeggiata sul fiume tra Strasburgo in Francia e Kehl in Germania. Mi sono fermato a metà e ho cominciato a pensare. Da una parte c’era la Francia e dall’altra la Germania. Se mi fossi trovato sullo stesso ponte 30 anni prima subito dopo la Seconda Guerra Mondiale – la metà secolo peggiore nella storia del mondo con lo sterminio di milioni di esseri umani durante due guerre mondiali – e se avessi detto, “non vi preoccupate, i conflitti storici della gente d’Europa sono finiti del tutto e in pochi anni tutti saremo uniti in un’UE”, mi avrebbero spedito da uno psichiatra. Eppure questo è successo e ho pensato dato che l’UE è il miglior esempio della storia mondiale per la soluzione di guerre e conflitti, i suoi principi dovrebbero essere studiati».

I TRE PRINCIPI DELL’ UNIONE EUROPEA
«Esaminandoli, troveremo che i tre principi cardini dell’UE possono essere applicati in ogni area di conflitto per risolvere problemi. Questo è quel che ho fatto quando ho studiato i tre principi fondamentali dell’Accordo del Venerdì Santo, nel 1998, per l’Irlanda del Nord. Essi sono i medesimi di quelli dell’UE. E quali sono?

PRIMO PRINCIPIO
Numero uno è il rispetto per le differenze. Quando esaminiamo i vari conflitti del mondo, perché succedono? Per differenze. Le differenze siano esse di razza, religione o nazionalità sono un accidente di nascita. Nessuno sceglie di nascere in una comunità. Allora dovremmo rispettare la lotta per le proprie differenze. Non esistono due persone in tutto il mondo che siano le stesse. Le differenze, quindi, fanno parte dell’umanità e noi non dovremmofare una guerra per esse. Dovremmo invece rispettarle del tutto. Questo potrebbe apparire ovvio e se lo accettassimo ovunque, allora ciò darebbe un contributo sostanziale alla fine dei conflitti. Questo principio – rispetto per le differenze – è il primo principio dell’UE.

SECONDO PRINCIPIO
Il secondo principio è dato dalle istituzioni che rispettino questo principio. Esiste un Consiglio Europeo dei Ministri e ogni nazione è rappresentata da un suo ministro. C’è una Commissione Europea e ogni nazione ha un Commissario e personale nella Commissione. E c’è un Parlamento Europeo e ogni nazione ha rappresentanti nel Parlamento Europeo.

TERZO PRINCIPIO
Il terzo principio, naturalmente è il più importante, quel che chiamo il processo di risanamento o cura. I rappresentanti di tutta la gente d’Europa lavorano insieme nei loro interessi comuni – nello sviluppo sociale ed economico. In altre parole, come dico spesso, essi spargono il loro sudore insieme e non il loro sangue. Così essi hanno spezzato le barriere dei secoli e la nuova Europa si è evoluta e ancora si evolve».

L’ACCORDO DEL VENERDÌ SANTO DEL NORD IRLANDA
«Quando esaminiamo l’Accordo del Venerdì Santo del Nord Irlanda, gli stessi principi lo sorreggono. Principio numero uno: rispetto per le differenze. Le identità delle due comunità sono rispettate del tutto nell’accordo. Principio numero due: istituzioni che rispettino le due identità. Per ottenere questo viene eletta un’Assemblea con il sistema proporzionale, non votando per un singolo candidato, per assicurare che le varie sezioni della comunità vengano rappresentate nell’Assemblea. L’Assemblea dal voto proporzionale elegge anche il Governo del Nord Irlanda e assicura che le varie sezioni della comunità vengano rappresentate nel governo. Quando queste istituzioni cominciano a funzionare allora entra in vigore il terzo principio: il processo di risanamento, che assicurerà che i rappresentanti di tutte le sezioni della nostra gente lavoreranno insieme per l’interesse comune, per lo sviluppo sociale e politico, piuttosto che per sventolare bandiere di parte o usare armi e bombe gli uni contro gli altri. Essi verseranno allora, come ripeto spesso il loro sudore, ma non il loro sangue, rimuovendo barriere secolari, perché la nostra comune umanità trascende le nostre differenze e in una generazione o due, una volta che questo processo ha il suo corso, si avrà una nuova Irlanda, basata sull’accordo e il rispetto delle differenze».

L’ESEMPIO DEGLI STATI UNITI
«Questi sono tre principi fondamentali e profondi e, quel che non sempre viene menzionato, sono esattamente gli stessi principi dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America.
Li ho appresi quando per la prima volta ho visitato la tomba di Abraham Lincoln e ho visto scritto lì il sommario di questa filosofia che è una filosofia, secondo la mia opinione, che potrebbe creare pace in tutto il mondo oggi. Questo sommario, in tre parole latine, scritte anche in America, sono: E pluribus Unum. In altre parole, da molti siamo uno, e l’essenza della nostra unità è il rispetto per la diversità. Quando si guarda alla diversità della gente negli Stati Uniti ci si accorge che è enorme, dato le molte nazioni dalle quali i padri fondatori degli Stati Uniti son venuti. Eppure le istituzioni USA rispettano del tutto la diversità. I Presidenti non possono essere tali per la durata della loro vita, ma solo per un certo periodo di tempo. Gli stessi principi vengono applicati a Governatori e Sindaci. In altre parole la leadership degli Stati Uniti, pur comprendendo un territorio immenso, lavora insieme per i propri comuni interessi».

UNA FILOSOFIA IMPORTANTE PER LA PACE TRA I POPOLI
«Questa è una filosofia di cui tutto il mondo ha bisogno oggi. Come ho detto prima, siccome viviamo in un mondo sempre più piccolo, a causa della tecnologia, delle telecomunicazioni e dei trasporti, abbiamo più possibilità di plasmare il nostro mondo. Senza dubbio Unione Europea e Stati Uniti d’America insieme potrebbero offrire la migliore e più efficiente leadership nel plasmare il mondo. All’inizio del nuovo secolo e del nuovo millennio è tempo di creare un mondo in cui non esistono più guerre o conflitti; non più un mondo in cui gli esseri umani si uccidono a vicenda.
E naturalmente per ottenere questo, il modo migliore è che le nazioni più grandi del nostro mondo sempre più piccolo possano oggi lavorare insieme per promuovere il dialogo nelle aree di conflitto soprattutto per quanto riguarda i tre principi, creando un mondo, nelle cui aree di divisione vengano rispettate le differenze e istituzioni che lo facciano e lavorino insieme per i loro comuni interessi. Credo che questa sia la principale sfida della nostra generazione e naturalmente spero che la sfida venga accettata e che possiamo avere un mondo senza più guerre e conflitti. Cerchiamo di creare un mondo in cui E Pluribus Unum è il sommario della filosofia del nostro mondo intero.
Per far questo, i leaders dell’UE e degli Stati Uniti dovrebbero istituire un ente internazionale la cui funzione dovrebbe essere quella di promuovere il dialogo nelle regioni di conflitto e il rispetto per le loro diversità, mettendo in pratica i tre principi attraverso la creazione di istituzioni permanenti che li salvaguardino».





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Ultimo aggiornamento ( sabato 18 novembre 2006 )
 
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