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Sanità Irlandese: La Spesa Aumenta Più Della Crescita |
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Scritto da Marco Carlini
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Il costo della spesa sanitaria irlandese arriverà a 37 miliardi di euro nel 2020, e crescerà tra il 6 e il 7 per cento l’anno durante il prossimo decennio a causa dell’invecchiamento della popolazione.
L’amministratore delegato della VHI (una delle principali assicurazioni sanitarie irlandesi) Jimmy Tolan, ha infatti reso noto che, se la popolazione invecchia, sempre più gente necessiterà di trattamenti per malattia, e ci saranno sempre più richieste contro le polizze.
Il signor Tolan ha avvertito che, se questa tendenza continua, l’aumento dei costi sarà tra il 6 e il 7% da qui al 2020.
Il rapporto pubblicato dalla sua compagnia mostra come essa abbia perso 42 milioni di euro nello scorso anno, sebbene il disavanzo effettivo dell’attività di sottoscrizione delle polizze, prima di investimenti sul reddito dei fattori e crediti di imposta, sia stato pari a 75 milioni di euro.
Oltre ai conti, la compagnia ha poi pubblicato le previsioni sul costo dell’assistenza sanitaria nel prossimo decennio.
I dati, basati in parte sul materiale fornito da Economic and Social Research Institute e Centre for Ageing Research and Development in Ireland, mostrano come, a causa dell’invecchiamento, sempre più persone soffrono di malattie croniche, come scompensi cardiaci e cancro, le quali richiedono cure continue e di lunga durata.
Gli over 65 sono 510.000 e si prevede che nel 2020 questo numero arriverà a 792.000. Su questa base, la VHI ha calcolato che la spesa per l’assistenza sanitaria passerà dai 19 miliardi di euro di quest’anno a 37 miliardi alla fine del prossimo decennio.
Tenendo conto di un 4% di crescita economica annua, la spesa sanitaria della Repubblica irlandese nel 2020 sarà pari al 16% del prodotto interno lordo, contro il 12% di quest’anno.
Le richieste di spesa alla VHI arriveranno fino a 2.5 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, a causa dell’invecchiamento della popolazione.
La società ha versato 1.3 miliardi di euro per sinistri l’anno scorso e l’amministratore delegato Jimmy Tolan ha stimato che tale cifra potrebbe salire a 2.5 miliardi di euro entro il 2020, senza contare altri fattori che potrebbero influire in ciò, come ad esempio l’inflazione.
“Questo è semplicemente ciò che prevediamo sulla base dei servizi sanitari di cui le persone avranno bisogno”, ha detto Tolan.
Inoltre ha aggiunto che i pazienti più anziani, che ora costano alla società 700 euro ognuno, potrebbero gravare sulle spese dell’VHI fino a 2000 euro l’anno. L’azienda si propone di affrontare l'aumento dei costi puntando sulla prevenzione e sulla miglior gestione delle malattie croniche. Una serie di passi sono già stati fatti, come nuove stazioni informative gestite dalla VHI.
Il signor Tolan ha anche affermato che la sua società ha ridotto i costi interni del 9% rispetto allo scorso anno, sta negoziando una riduzione del 10% con i consulenti e un 5% di riduzione delle spese ospedaliere.
L’amministratore delegato della VHI, la quale assicura molte più persone anziane rispetto ai concorrenti Quinn e Aviva, ha inoltre ricordato che una polizza sottoscritta da un venticinquenne fa guadagnare 400 euro in un anno, mentre un’assicurazione per un ottantenne causa una perdita di 1000 euro.
Ad ogni modo la politica del Governo irlandese è che l’assicurazione per malattia sia “community rated”, ovvero che alcuni dei profitti maturati sui più giovani siano utilizzati per pagare i costi sostenuti per i clienti più anziani, i quali hanno più probabilità di ammalarsi, meccanismo questo noto come “risk equalisation”.
Un’ azione legale di successo da parte della Quinn Health sulle proposte originali di risk-equalization del Governo ha fatto sì però che lo Stato debba elaborare un piano alternativo, il quale dovrebbe entrare in vigore entro il 2013.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 09 luglio 2010 )
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