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Più dell’80% degli insegnanti di scuola elementare sono dell’idea che la Chiesa dovrebbe rinunciare al controllo su alcune scuole, se non su tutte. Solamente il 36%, però, crede che lo Stato dovrebbe farsi carico della gestione di tutte le scuole elementari. Questi sono i dati principali che sono emersi da un sondaggio effettuato su larga scala dall’ Irish National Teachers’ Organization (INTO) a proposito della gestione delle scuole cattoliche. Il sondaggio è stato realizzato in quanto nelle scorse settimane il Ministero dell’Educazione ha stilato un elenco di 10-12 aree urbane, dove credeva che la Chiesa Cattolica dovesse privarsi di alcune scuole. Secondo alcune fonti, la lista sarà inviata ai vescovi cattolici il mese prossimo. Ma altre fonti, vicine all’ambito educativo, sostengono che alcuni di loro siano stati restii a collaborare alla creazione di scuole “miste”. Infatti, alcuni vescovi vorrebbero che il Ministero dell’Educazione si occupasse della costruzione di scuole per non cattolici, provvedimento assolutamente respinto dal Ministero, in quanto irrealizzabile. Le discussioni e i dibattiti tra il Ministero e i rappresentanti del clero irlandese vanno avanti dal novembre scorso; negli ultimi incontri, i funzionari del Ministero hanno incontrato Michael Drumm, direttore della Catholic Schools Partnership. Il recente sondaggio rivela che una cospicua maggioranza (67%) è favorevole all’insegnamento della religione cattolica, e più della metà degli intervistati lo fa senza problemi. Circa un quarto (24%), però, dichiara di avere dei problemi nell’insegnare questa materia. Un aspetto assolutamente sorprendente del sondaggio è l’assoluta cautela degli insignanti rispetto nel proporre possibili varianti dell’attuale sistema, che molti sostengono non essere calibrato correttamente. L’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin ha fatto sapere che la Chiesa cattolica è rappresentata in maniera eccessiva nell’educazione elementare, con circa il 90% delle scuole. Alcune fonti aggiungono poi che Martin ha operato piuttosto lentamente per quanto riguarda la scelta delle scuole che non dovrebbero più essere gestite dalla Chiesa. È facilmente comprensibile, di conseguenza, la frustrazione del Ministro dell’Educazione per la mancanza di collaborazione da parte del rappresentante della Catholic Schools Partnership. I 10-12 edifici scolastici selezionati si trovano tutti in zone a basso tasso di crescita annuo. Nella maggior parte dei casi sono aree in cui ci sono tre o quattro scuole elementari cattoliche e dove non sono presenti altre scuole. I vescovi riceveranno una richiesta formale di risposta alla lista che verrà loro sottoposta, ma alcune fonti sottolineano anche che vi saranno anche una serie di incontri con genitori, insegnanti e comunità locali al fine di discutere su tale provvedimento. La INTO ha effettuato un sondaggio su 348 insegnanti provenienti da tutte le contee irlandesi, chiedendo se lo Stato dovesse o meno farsi carico di tutte le scuole elementari. Il 36% ha risposto positivamente, il 31% negativamente e il 32% si è astenuto dal giudicare. Infine, il 34% ha dichiarato che la Chiesa dovrebbe rinunciare al controllo su tutte le sue scuole, mentre il restante 46% solo su alcune.
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