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Sindacati irlandesi sul piede di guerra. Oltre 120mila manifestanti bloccano Dublino |
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Scritto da Francesco Dominoni Direttore
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 Manifestanti nella centralissima O'Connell street a Dublino (foto Irlandiani.com) Basta tasse. Stop ai tagli. La Tigre Celtica non esiste piu'. I sindacati irlandesi non ci stanno piu'. Tutti in strada. Dublino si ferma. Sabato pomeriggio dalle 13.00 alle 16.30 il centro si trasforma. Oltre 120mila persone marciano da Parnell Square lungo la centralissima O'Connell Street fino ai palazzi governativi del potere in Merrion Square. Un corteo di oltre due chilometri con striscioni e fischi paralizza tutto. Presente anche una delegazione della Waterford Crystal. Quella di oggi, secondo le forze dell'ordine, e' tra le piu' grandi manifestazioni di protesta della storia irlandese. Intervengono elicotteri e polizia. Tutti contro il governo di Brian Cowen. Il segretario generale del sindacato irlandese (Irish Congress of Trade Unions) David Begg ha lanciato pesanti accuse contro l'oligarchia irlandese. Una nomenclatura responsabile dell'attuale situazione economica irlandese che sta portando il paese alla deriva. Davanti a Leinster House il capo del sindacato ha lanciato frecciate contro la classe dirigente. Pensioni bassissime. Posti di lavoro che saltano. Tagli alle scuole. Un governo che colpisce la classe sociale piu' bassa. L'Irlanda che protesta si alza in piedi per dire «basta». Basta a quella classe dirigente che occupa le stanze dei bottoni di banche ed assicurazioni. Le multinazionali americane minacciano di fare le valige. Migliaia i posti di lavoro a rischio. Anche per gli italiani che vivono e lavorano in irlanda. Per il leader del partito del Sinn Féin Gerry Adams, braccio politico dell'IRA, «il governo deve dimettersi».
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Ultimo aggiornamento ( domenica 22 febbraio 2009 )
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