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Tempo di svolta per l’economia irlandese PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Baldini   
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Tempo di svolta per l’economia irlandese
L’Irlanda è giunta ad un momento cruciale della sua storia. Nei mesi a venire, infatti, il paese dovrà decidere se mantenere la sua indipendenza economica o se trasferirla in mano ad organizzazioni come il Fondo Monetario Internazionale (IMF) o la Banca Centrale Europea (ECB), che a quel punto assumerebbero il compito di definire le linee guida della politica economica della nazione. La posizione finanziaria dell’Irlanda, al momento, è abbastanza delicata e la sua ridefinizione si presenta come uno dei più grandi problemi che il paese è chiamato ad affrontare, in un momento di crisi economica globale e generalizzata come l’odierno. Per alcuni, però, le scelte possibili sono poche: necessarie sono la riduzione dei costi di gestione dello Stato e la fine della dipendenza dai prestiti stranieri. L’alternativa, altrimenti, sarà la bancarotta, secondo le voci più esperte in materia. Colpa di strategie economiche e bancarie che, un po’ in tutto il pianeta, si sono rivelate fragili e poco sostenibili, dietro alle quali si sono celati per lungo tempo personaggi interessati a tutto, fuorché alla corretta gestione delle finanze statali. Ora anche l’Irlanda deve fare i conti con la sua politica economica e con le scelte che l’hanno fino ad oggi caratterizzata. Anche se il problema della cattiva gestione delle finanze operata dalle banche sparisse di colpo,vi sarebbero comunque altre questioni con cui fare i conti; altri deficit strutturali, come il gap presente tra quello che il governo raccoglie con le tasse e quello che poi si trova a spendere per la gestione statale, potrebbero presto diventare insostenibili. Quasi sicuramente sarà necessario ridurre, secondo le stime stilate dagli esperti, i costi in diverse aree, come nella salute, nell’educazione e nell’assistenza sociale; questo non sarà possibile senza tagli nello stesso settore della previdenza sociale, con la scomparsa di speciali sussidi per i meno abbienti. La commissione denominata “An Bord Snip Nua”, capitanata dall’economista Colm McCarthy e avente il compito di eliminare l’attuale deficit economico della nazione entro il 2011, ha già provveduto a fornire al Ministro delle Finanze una lista dei tagli possibili in diversi settori; il documento dovrebbe essere reso pubblico, per permettere il dibattito sui contenuti in esso presenti. I prossimi mesi saranno probabilmente duri per il settore pubblico, che dovrà pagare i costi più alti della crisi, al contrario del settore privato, che finora in Irlanda non ha goduto dei privilegi del primo; i dipendenti del settore pubblico hanno infatti salari e pensioni più elevati. Si prospettano perciò tempi critici, da osservare e studiare con grande cura e attenzione.




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