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Turismo in Irlanda: la Crisi di un Settore Nevralgico PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Berlingeri   
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L’industria del turismo irlandese è in crisi
: nell’arco dell’anno precedente questo settore ha subito una perdita di circa un milione di visitatori e di € 900 milioni di fatturato.

Gli albergatori stanno lottando per far fronte alla contrazione delle retribuzioni e alle condizioni sfavorevoli degli scambi, che secondo la Federazione irlandese Hotel (IHF ) non mostrano alcun segno di miglioramento.

L'amministratore delegato dell’IHF, John Power, ha confermato ieri che secondo la loro relazione annuale 2009 c'è stato un crollo del 17 % dei ricavi per circa € 5,2 miliardi - il livello più basso dal 2004 – in particolare con il mercato britannico.

L’IHF assicura che il primo ministro irlandese, Brian Cowen stia facendo di tutto per sostenere il turismo come servizio integrato di governo.
Cowen si é recato a Galway questa mattina per la conferenza annuale della federazione.

Il Presidente dell'IHF, Matthew Ryan, ha chiesto al Primo Ministro di mantenere il turismo in primo piano nella politica del governo, perché in caso contrario, l'industria potrebbe subire un ulteriore crollo.
Ryan ha inoltre affermato: "In qualunque struttura dipartimentale che emerge, il turismo deve essere l'attività economica principale di ogni dipartimento".

Una nuova indagine ha confermato che circa il 90% degli albergatori irlandesi teme per la sopravvivenza della loro attività durante l'anno corrente.

In seguito all'avvio della relazione annuale in occasione della conferenza annuale dell’IHF a Galway, il signor Power ha confermato che il calo dei ricavi è dovuto principalmente ad una diminuzione del 12% del numero di visitatori stranieri, quasi 6,5 milioni rispetto allo scorso anno e ad una corrispondente diminuzione di € 900 milioni delle entrate nel settore, in valuta estera.

Questi dati sono la naturale conseguenza di un calo del 5% dei viaggi nazionali e di una diminuzione del 9% delle entrate.

Il Signor Power ha identificato come soluzione per il futuro del turismo irlandese il mercato britannico. La più grande sfida per il settore sarà, dunque, individuare i metodi migliori per aumentare la quota di visitatori del Regno Unito.

"La domanda ha subito un calo in tutti i mercati, ed è stato particolarmente accentuato in quello della Gran Bretagna. Il numero di visitatori britannici aveva raggiunto la vetta dei tre milioni all'anno negli ultimi 10 anni, prima della diminuzione del 10% nel 2008 e di un ulteriore 16% l'anno scorso ".

Il tracollo.

Il signor Powell ha confermato che il numero di turisti britannici dell'anno scorso è stato il più basso registrato negli ultimi cinque anni, con una cifra che si aggira intorno ai 3 milioni.

Il turismo irlandese è profondamente legato al mercato nazionale con circa il 70% dei pernottamenti provenienti dall'isola d'Irlanda stessa (66% dalla Repubblica).

Gli effetti del calo di visitatori stranieri sono stati più evidenti nell'area centro-occidentale (con un calo del 27%), occidentale (-17%) e nord-occidentale (-15%). La regione di Dublino ha invece registrato una diminuzione nel numero dei visitatori stranieri di appena il 6%.

Inoltre il Signor Power ha sottolineato che l'indebolimento continuo dei mercati d'oltremare e il "sovraffollamento" delle camere d'albergo hanno lanciato una grande sfida per il settore alberghiero irlandese. Il calo dell' occupazione é stato aggravato da un abbassamento dei prezzi delle camere del 20% circa.

Power ha riconosciuto che, contrariamente a precedenti recuperi da flessioni della domanda per i viaggi, la ripresa questa volta potrebbe essere graduale, e articolarsi su un periodo di diversi anni.

"È fondamentale che il turismo riceva il riconoscimento e il sostegno che merita, data la sua portata e il suo peso per l'economia", ha detto il signor Power.

Un sondaggio dell' IHF ha rivelato che oltre 90% dei albergatori sono stati costretti a dei tagli del personale negli ultimi 18 mesi. E dalla stessa ricerca é emerso anche che quasi il 70% degli albergatori prevede ulteriori tagli per quest'anno.

Il 50%  degli intervistati ha una visione negativa del futuro del settore, mentre il 39% una valutazione neutra, e solo l'11% ha dato un giudizio positivo.




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Ultimo aggiornamento ( domenica 11 aprile 2010 )
 
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