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“We are the 99%”: dopo Wall Street gli Indignados occupano Dame Street |
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Scritto da Alessandra Campanari
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 Occupy Dame Street Sabato 8 ottobre, dalle ore 14, un centinaio di manifestanti tra giovani e meno giovani, si è riversato sulla famosa via dublinese Dame Street per protestare, a colpi di slogan e cartelli, contro i tagli alla sanità, l’aumento delle tasse, il problema della disoccupazione giovanile e la corruzione del sistema politico e finanziario.
Tra le richieste avanzate, la restituzione al popolo irlandese delle riserve di petrolio e di gas al largo della costa e che il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea rimangano fuori dagli affari irlandesi. L'evento di Dublino arriva dopo settimane di proteste a New York, dove un vero e proprio accampamento è sorto a dimostrazione della rabbia del popolo contro i comportamenti scorretti del mondo finanziario e del clientelismo politico. Come Wall Street per gli indignados newyorkesi anche i manifestanti di Dublino hanno scelto la Banca Centrale di Dame Street per montare una resistenza simbolica contro le élite finanziarie.
Parole di esasperazione e sconforto hanno riempito la via per l'intera giornata e fino a notte fonda, quando i manifestanti si sono accampati montando qua e là delle tende da campeggio. “Questa non è una vera democrazia” hanno gridato per tutto il giorno. “E' una falsa democrazia fondata sulla dittatura delle banche e della classe politica. Siamo il 99% della popolazione eppure non abbiamo voce. Questa di oggi non è solo una protesta ma la dimostrazione che un altro mondo può esistere." "Combattiamo per questo”.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 18 ottobre 2011 )
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